Nelle opere di Debora Giudici le atmosfere dei film di Buñuel
Mercoledì 04 Gennaio 2012 22:20
Come rendere in un’immagine quell’atmosfera onirica, kafkiana ed inquietante dei film surrealisti diLuis Buñuel? La giovane Debora Giudiciuna sua ricetta ce l’ha: utilizza bitume e olio di cucina esausto su grandi fogli di carta o su vetro, e con questi realizza dei quadri che potrebbero essere fotogrammi di primi piani della macchina da presa. Buñuel è stato un maestro del cinema in bianco e nero della prima metà del ‘900 ed i sui film sono universalmente riconosciuti come capolavori per la capacità di suscitare nel pubblico intensi effetti emotivi, facendo ricorso a modalità stilistiche esasperate e spesso deformate, come Debora spiega nella sua tesi di laurea. Debora infatti ha ventitré anni ed ha appena conseguito la laurea a pieni voti all’Accademia di Belle Arti di Brera (Corso triennale in Pittura del Dipartimento di Arti Visive) con una tesi su “La visione fantastica del cinema di Buñuel”. Afferma: “Mi affascinano il modo crudo, il gesto violento e l’uso di immagini cupe di questo regista. A mio parere il suo lavoro è pittura su pellicola”. Sono immagini che escono dal sogno e conducono nell’inconscio, a volte angoscianti, a volte beffarde. Anche se a più di dieci lustri di distanza e con quasi cent’anni di differenza di età (Buñuel è nato il 22 febbraio 1900), Debora si sente “vicina” alle sensazioni del grande regista e cerca di rappresentarle a sua volta con l’utilizzo di tecniche che le permettono di rendere anche quell’effetto di “dissolvenza” propria dei sogni e delle immagini surrealiste dei film. Per farlo, seziona l’oggetto dei suoi quadri e ne ricompone le diverse parti su più lastre di vetro che vengono poi quasi accostate (ma non completamente), all’interno di una cornice di legno che le fissa (come succede con i “doppi vetri” delle finestre, che qui diventano addirittura quadrupli). Osservandole da diverse angolazioni, le figure si deformano, scompaiono, si scompongono e si ricompongono in forme diverse e obbligano lo spettatore ad interrogarsi sulle sue impressioni. Una provocazione, come i film di Buñuel. Corrado Marelli (Nella foto:Debora Giudicicon il volume della tesi davanti ai suoi quadri, e, a destra, il suo ritratto di un cane)
Il gatto domestico (Felis silvestris catus) è un mammifero carnivoro dellafamiglia dei felidi.
Il gatto per comunicare utilizza vari vocalizzi , le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni. Il gatto può essere addestrato ad obbedire a semplici comandi e può imparare da solo a manipolare semplici meccanismi come le maniglie delle porte.